giovedì 28 novembre 2013
Intelligenza artificiale Sconfigge i campioni del mondo di scacchi, vince i quiz e guida le auto, ma l'evoluzione dell'intelligenza artificiale è inarrestabile e sembra non conoscere limiti. In futuro potrebbe essere anche più intelligente delluomo DI CHRISTOPH SACKMANN
on hanno bisogno di un corpo per vivere, sosteneva gia nel
1994 Hans Moravec, scienziato austriaco che compie ricer-
che nell'ambito dell'intelligenza artificiale e il cui settore di
specializzazione sono i robot. E i robot diventeranno sempre
più intelligenti; secondo la legge di Moore la velocità di cal-
colo di un computer normale raddoppia ogni 18 mesi. Nel ZOZ9 gli
esperti prevedono che i calcolatori saranno in grado di elaborare la
stessa quantita di dati del cervello umano e dopo 16 anni si potreb-
be verificare un evento eccezionale; le macchine saranno cosi in-
telligenti che si svilupperanno autonomamente. Se tutto ciò acca-
desse, sara possibile inserire, sempre secondo Moravec, il contenu-
to del cervello umano, come i ricordi, le sensazioni, la capacita di
elaborare dati, in un apparato artificiale. L'uomo diventerà una
macchina, nel senso letterale del termine, vale a dire non piu iden-
tificato con qualcosa di fragile come il corpo.
Il regista hollywoodiano Stanley Kubrick ha anticipato questo
scenario nel film 2001: Odissea nello Spazio. All'epoca si era gia
scoperto come effettuare ricerche in internet da un computer in
maniera abbastanza efficiente. Visionario e anche il mondo della
science fiction e rimane da chiedersi se a lungo andare non possa
diventare realtà. Bisogna tuttavia riconoscere che l'intelligenza ar-
tificiale negli ultimi sessant'anni ha registrato progressi notevoli.
Psicoterapia con il chatbot Eliza
Il concetto d'intelligenza artificiale e abbastanza recente, coniato nel
1956 alla conferenza di Dartmouth nellomonimo college nel New
Hampshire. L'intelligenza artificiale e stata definita un "sistema che
riconosce l'ambientc circostante e reagisce massimizzando le possi-
bilita di successo”. Un primo esempio e Eliza, un software che simula
la conversazione, testato al Mit di Boston nel 19 66.
La struttura e semplice: Eliza riesce a formulare delle domande dal-
le frasi pronunciate dai soggetti coinvolti nel test. All'affermazione
“Mi fa male la testa" risponde con la domanda “Perché ti fa male la
testa?”_ Inoltre il chatbot riconosce alcune associazioni: “Mio padre mi
da sui nervi” genera la risposta “Parlami della tua famiglia”. Eliza rie-
sce a gestire perfettamente queste connessioni al punto che i soggetti
coinvolti nel test sono convinti di dialogare con un dottore reale. Anni
dopo il responsabile delfesperimento, Ioseph Weizenbaum, ha rivela-
to che alcuni gli avrebbero chiesto di uscire dalla stanza durante il test
per rispetto della privacy. Parte delle trascrizioni gli sono state negate
perché gli interessati si sono dimostrati troppo emotivi al test con Eli-
za. Successivamente fintelligenza artificiale e stata applicata alla me-
dicina: Mycin e il nome del programma che dal 1970 individua sulla
base di dati medici le malattie infettive e calcola la quantita di antibio-
tici da somministrare. Come Eliza, capace di reagire solo a semplici ri-
sposte, anche Mycin ha dimostrato di avere dei limiti; una volta inse-
riti i dati di un paziente affetto da colera, ha consigliato la stessa tera-
pia adatta all'emofilia, A causa di questo errore ma anche per motivi
etici, Mycin non puo essere utilizzato nella pratica quotidiana, sebbe-
ne abbia riportato un tasso di successo superiore a quello di medici
che disponevano degli stessi dati.
Oggi lo scenario si è evoluto: il supercomputer di lbm, Watson, ha
iniziato la sua "carriera" nel ZO11 sconfiggendo ex campioni del quiz
Ieopardy, ma in futuro dovrebbe essere in grado di elaborare in po-
chi secondi terapie specifiche per i malati di cancro.
L'intelligenza artificiale vince
a scacchi, nei quiz e a calcio
Quando l'intelligenza artificiale compie un ulteriore passo in avan-
ti, viene testata nel gioco: prima di Watson, il supercomputer Deep
Blue ha sconfitto nel 1977 il campione del mondo di scacchi Garri
Kasparov e, sempre nello stesso anno, alcuni robot si sono sfidati
nei campionati mondiali di calcio. 381 squadre provenienti da 42
Paesi sono scese in campo con i loro giocatori artificiali nel 2012 in
Messico. 1 robot però possono fare anche altro: la Stanford Cart
dell'omonima università californiana, è stata la prima auto auto-
noma, sviluppata nel 1971, prima che Google, Audi e Bmw si cimen-
tassero in questo settore. Il robot del Mit, Polly, nel 1993 guidava i
visitatori al settimo piano dell'istituto dove si effettuavano ricer-
che sull'intelligenza artificiale. Polly interagiva con i visitatori che
dovevano "annuire" con il piede. Nel 2005 arriva Honda Asimo, il
primo robot umanoide che si muove su due gambe. Grazie al suo
aiuto, sono state sviluppate protesi per anziani.
Attualmente l'interesse della ricerca si e spostato sull'intelli-
genza artificiale autoapprendente. L'assistente vocale di Apple,
Siri, riconosce i dialetti, il database di Google Knowledge Graph
crea collegamenti tra gli interessi degli utenti e il motore di cono-
scenza WolframAlpha trasforma la chiave di ricerca inserita in
una risposta. Le reti neurali artificiali dovrebbero rendere molto
più efficace l'apprendimento meccanico perché riproducono le
attività tipiche del cervello umano. Per i prossimi 16 anni saremo
ancora noi quelli piu intelligenti. E
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